Una donna con tanti segreti
Data
30 settembre 2021
Data Inserimento
31 - 03 - 2022
Soggetto

Gemme di storia bomportese: la Pieve Matildica di Sorbara

Dettagli

Elaborazione grafica contenente una fotografia della Pieve Matildica di Sorbara, scattata in occasione della riapertura dopo gli eventi sismici del 2012 (8 settembre 2019), ed un particolare del dipinto “Matilde di Canossa a cavallo” di Paolo Farinati, datato al 1587 circa e conservato a Verona, presso il Museo di Castelvecchio.

Il dipinto fu da modello per quello del figlio Orazio Farinati realizzato per l'Abbazia di San Benedetto in Polirone (MN), dove si trova la tomba di Matilde di Canossa. La Gran Contessa fu sepolta lì dal 1115 fino al 1632, quando Papa Urbano VIII espresse la volontà di traslare il suo corpo a Roma e l'abate acconsentì in cambio di una cospicua somma di denaro. Matilde fu la prima donna a cui fu concesso il privilegio della sepoltura in San Pietro, dove oggi ancora si trova, sotto un splendido sepolcro realizzato da Gian Lorenzo Bernini. Nel dipinto è raffigurata fieramente a cavallo, come un condottiero, secondo i dettami dell'iconografia imperiale antica, di solito prerogativa maschile, mentre tiene in mano un melograno. La simbologia del melograno ha origini precristiane e si è sviluppata nei secoli assumendo diverse valenze a seconda del soggetto con cui è rappresentato: nel caso di Matilde di Canossa esso incarna la Chiesa che riunisce tutti i suoi fedeli come semi in un unico frutto. In questo ritratto, dunque, coesistono l'anima religiosa, la nobiltà spirituale e la personalità forte e combattiva di una delle figure più influenti di tutto il Medioevo, che ha lasciato un segno tangibile del suo passaggio proprio a Sorbara.

Con il contributo della Regione Emilia-Romagna