Matilde di Canossa
Matilde di Canossa

La celebrità per questa pieve arriva con la battaglia del 2 luglio 1084, quando fu distrutta e riedificata ad opera di Matilde di Canossa per la vittoria sulle truppe di Enrico IV. Di questa battaglia è stato celebrato il Lambrusco, che avrebbe intorpidito i soldati imperiali, e riportata l'ingloriosa ritirata del Vescovo di Reggio, ,

Corre l'anno 1084 ed infuria la lotta per le investiture che vede schierati sul campo i seguaci dellìImperatore Enrico IV, assieme al Marchese d'Este Oberto e gli antivescovi Gandolfo di Reggio Emilia ed Eberaldo di Parma, contro le forze filo-papiste di Matilde di Canossa, nobildonna protettrice dei valori cristiani della Chiesa, sostenuta dal vescovo Anselmo di Lucca che aveva milizie di stanza a Bologna.
Pare che le truppe imperiali, conquistata Roma, volgessero verso Bologna, città associata al Papa, e si fossero stabiliti nei pressi del castello di Sorbara, convinti di poter tranquillamente attraversare il territorio modenese.
Al contrario,
giunte nella notte del 2 luglio, le forze di Matilde di Canossa attaccarono da sud, mentre quelle bolognesi da est. Sgominate le sentinelle e le forze in presidio con il fattore sorpresa, dilagarono negli accampamenti cogliendo nel sonno il grosso delle forze. Oberto marchese d'Este cadde combattendo a cavallo, mentre gli antivescovi Gandolfo di Reggio Emilia, salvatosi rimanendo nascosto nudo per tre giorni nei rovi, ed Eberaldo di Parma furono fatti prigionieri.
La vittoria di Matilde ebbe come conseguenza praticamente immediata la fine della lotta per le investiture, determinando al contempo l'espansione dei territori da essa controllati ed un allargato consenso verso la sua politica.
Gli antivescovi furono esautorati dalla carica ecclesiastica di nomina imperiale e privati dei titoli nobiliari e di tutte le loro proprietà. I nobili aggregati sopravvissuti allo scontro prestarono nuovo giuramento di vassallaggio a Matilde di Canossa.

La storia di Matilde proseguì poi sino alla sua inoronazione come "vice-regina" d'Italia da parte di Enrico V, ma per quanto riguarda Bomporto il segno tangibile del suo passaggio è la Pieve Matildica di Sant'Agata, edificata proprio dalla nobildonna in segno di riconoscenza per la vittoria ottenuta durante la battaglia di Sorbara del 2 luglio 1084.

La leggenda, tuttavia, vuole che non sia stata l'audace tattica militare di Matilde a battere sul campo le truppe assedianti il castello, quanto piuttosto la sua astuzia nel fare arrivare presso gli accampamenti abbondanti quantità del buon Lambrusco di Sorbara, di cui abbondarono i soldati imperiali banchettando la sera antecedente la sconfitta: sciramente allegri ma urbiachi, i soldati imperiali si addormentarono pesantemente e così, nel sonno profondo, furono colti di sorpresa e, incapaci di combattere adeguatamente, furono sconfitti.

Con il contributo della Regione Emilia-Romagna